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Decrescita e Autoproduzione

Un pranzo Zero Rifiuti

Un pranzo Zero Rifiuti

Di filosofia zero rifiuti si parla spesso negli ultimi tempi: si tratta di una metodologia di gestione dei rifiuti che si pone l’obbiettivo di annullare o comunque ridurre sensibilmente la quantità di spazzatura da smaltire, attuando una serie di provvedimenti di riduzione degli sprechi e di riutilizzo ciclico delle risorse. Si tratta di un vero e proprio movimento internazionale, con vari siti di riferimento e linee guida, che coinvolge vari aspetti della vita quotidiana di chi pratica una filosofia zero-waste: il principio base è lo stesso enunciato nella gerarchia dei rifiuti dell’Unione Europea per cui se un prodotto non può essere riutilizzato, riparato, rinnovato, rivenduto, riciclato o compostato, allora deve essere ridotto, ridisegnato o rimosso dalla produzione.

È partendo da questo principio che, recentemente, proprio l’Unione Europea ha bandito i prodotti in plastica usa e getta, come cotton-fioc, stoviglie, cannucce, cucchiaini e contenitori in polistirene espanso: entro il 2021 tutti gli stati membri dovranno eliminare le plastiche monouso inquinanti e sostituirle con alternative eco-friendly. In Europa si producono ogni anno 25 tonnellate di rifiuti plastici, di cui solo il 30 % viene riciclato, mentre il resto viene incenerito, finisce in discarica o abbandonato (Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, 2018).

Forse l’idea di ridurre i rifiuti a zero ci sembrerà utopica e irraggiungibile, ma nel nostro percorso di decrescita verso ciò che meno stressante, meno affannoso, ma anche più semplice e più puro, possiamo cominciare da qualcosa di piccolo, per avvicinarsi a piccoli passi alla consapevolezza.

Che ne dite di cominciare dal pranzo?

A causa dei ritmi di lavoro della società moderna, molti di noi sono costretti a pranzare fuori casa e sono davvero poche le aziende che forniscono un servizio mensa: questo ci porta a mangiare di fretta, al bar o in un fast food, pasti non bilanciati avvolti in pellicola o polistirolo monouso. Ci sono delle piccole accortezze che possiamo seguire ogni giorno, per migliorare il nostro stile di vita, cercando di evitare gli sprechi, mangiando meglio e muovendoci così un poco alla volta verso il nostro obiettivo di semplicità volontaria.

Seguendo i consigli del movimento zero rifiuti, ecco cosa possiamo fare per rendere il nostro pranzo al lavoro più felice:

  • È consigliabile portare da casa tazze e bicchieri da lavare e riutilizzare all’infinito: questo ci permetterà di ridurre l’utilizzo dei bicchieri di plastica usa e getta, così superflui e inquinanti, e darà al nostro ufficio un aspetto più famigliare. Se abbiamo la buona abitudine di bere spesso, possiamo optare per una capiente borraccia in alluminio, da riempire con acqua di rubinetto sempre fresca, eliminando così definitivamente le inutili e dannose bottigliette di plastica usa e getta.
  • Riutilizzare gli avanzi del giorno prima trasformandoli in pranzi leggeri e genuini fa bene all’ambiente e al portafoglio: se portiamo con noi il nostro pranzo in contenitori riutilizzabili (soprattutto di vetro) non ricorriamo ai fast food e riduciamo l’acquisto e il consumo di prodotti con imballaggi eccessivi. Il nostro pranzo può essere trasportato in una borsa di stoffa o termica, così da evitare l’utilizzo di sacchetti in plastica. 
  • Anche con la carta non si scherza! Non è auspicabile esagerare con tovaglioli di carta e rotoli asciugatutto: sono pur sempre rifiuti che possono essere evitati utilizzando un tovagliolo o una tovaglietta di stoffa, facilmente lavabili. Se proprio non potete farne a meno, scegliete carta riciclata con certificazione PEFC o FSC per un utilizzo più rispettoso delle foreste.
  • Per quanto riguarda gli snack, evitiamo le barrette ipercaloriche delle macchinette automatiche: oltre all’apporto nutrizionale sbilanciato, portano con sé imballi realizzati in plastiche non riutilizzabili né riciclabili. È meglio orientarsi verso frutta secca e fresca, acquistandola sfusa senza inutili involucri in plastica o polistirolo. Proprio l’eccesso degli imballaggi di frutta e verdura nei supermercati convenzionali è stata al centro di una recente campagna di sensibilizzazione denominata “Svesti la Frutta” lanciata dal sito GreenMe a cui potete partecipare utilizzando #svestilafrutta sui social.
  • A fine pasto, tutto ciò che non possiamo riutilizzare va smaltito nella raccolta differenziata. Se nel vostro ufficio non c’è, portate a casa ciò che volete riciclare negli stessi contenitori in cui avete trasportato il pranzo e smaltite correttamente negli appositi bidoni. Potete anche proporre ai colleghi di aggiungere qualche contenitore per differenziare carta e plastica: sono molte le aziende che iniziano a sensibilizzarsi sul tema e magari, collaborando perla gestione, riuscirete a fare quale qualcosa in più per l’ambiente.

Se il tema zero rifiuti vi ha incuriosito, vi consiglio di leggere il libro “La Famiglia Zero Rifiuti (o quasi)” che racconta la storia di Jérémie e Bénédicte e i loro due bambini, Dia e Mali, che hanno intrapreso la strada verso i l’eliminazione dei rifiuti; se invece preferite guardare un documentario, “The Clean Bin Project” è un pluripremiato film sul tentativo di una coppia canadese di vivere un anno a rifiuti zero.

Se volete condividere i vostri piccoli passi verso la decrescita, postate le foto di vostri pasti zero rifiuti con hashtag #zerowastelunch.

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