Oh Alele

Decrescita e Autoproduzione

Un calzino è per sempre

Un calzino è per sempre

Battaglia in favore dei vecchi abiti usati

È assolutamente necessario:

Allungare la vita alle cose, rifiutando la logica dell’ultimo modello.

Adottare uno stile di vita che poggi sulle quattro R (riduzione, riuso, recupero, riciclaggio) e impegnarsi a diffonderlo il più possibile e con tutta la creatività di cui si è capaci in ambito familiare, tra gli amici, sul posto di lavoro.

Trattare le merci per quello che sono: un mezzo e non un fine.

Usare tutta la propria creatività per aumentare la durata di qualsiasi bene.

Dal Decalogo per la Decrescita Felice del MdF

State per buttare nell’immondizia quel povero calzino bucato e il suo consunto collega, colpevole solo di essere stato suo compagno per la vita? Non fatelo!

Oggi voglio impegnarmi in difesa dei 16 chili di abiti usati che ogni anno vengono gettati nella spazzatura senza appello. I maglioni infeltriti compagni di lunghi inverni gelidi o le vecchie t-shirt ormai scolorite non meritano questa fine dopo averci servito pazienti, stagione dopo stagione.

Purtroppo la maggior parte di noi ha perso la manualità e i mestieri di una volta ed è quindi difficile trovare ancora qualcuno che cucia e ricami, ma vi assicuro che rammendare un buco o applicare una toppa non è per nulla difficile ed è estremamente più economico che acquistare vestiario nuovo, soprattutto quando al vecchio maglione ci siamo particolarmente affezionati. Il materiale necessario è costituito solamente da ago, filo e, in casi particolari, da alcuni semplici accessori come l’uovo per rammendo in legno o le toppe termoadesive; tutti questi materiali possono essere acquistati per meno di 5 euro al mercato rionale o presso una merceria del vostro quartiere e vi dureranno moltissimo, prestandosi a diversi usi.

Per chiudere un buco è sufficiente unire i due lembi di tessuto attraversandoli più volte con l’ago e il relativo filo del colore scelto, ma vi assicuro che è più facile a farsi che a dirsi! Per il famoso calzino bucato, vi consiglio di guardare questo video di QVC che spiega come rammendare a mano con un punto base molto semplice. Se invece volete cimentarvi in qualcosa di più impegnativo, come la ricostruzione di una trama o l’applicazione di una toppa, potete procurarvi presso la vostra biblioteca di fiducia un manuale di tecniche base di cucito o chiedere alle vostre nonne di mostrarvi come si fa (in questo caso sarete felici voi e farete felici anche loro!).

Imparerete in fretta e salvare i vostri capi preferiti dalla pattumiera vi darà grande soddisfazione!

Se un capo è ormai sgualcito oltre misura, nulla ci vieta di riciclarlo variandone l’uso. Se date un’occhiata alla galleria di Pinterest relativa all’upcycle di vestiti scoprirete che si possono creare un paio di guanti da un vecchio maglione, che una camicia da uomo può diventare un grembiule o che una t-shirt ormai fuori moda può tornare in auge con qualche perlina e degli strass. I capi scoloriti possono essere tinti in lavatrice o acquisire graziose sfumature con le tinture naturali derivate da frutta e piante. I vestiti più sgualciti possono diventare stracci per le pulizie o borse per la spesa.

Questo tipo di lavoretti sono estremamente semplici e possono essere fatti anche con i bambini: nella biblioteca della mia città realizziamo un laboratorio di riciclo creativo in cui i più piccoli costruiscono una borsa della spesa a partire da una vecchia t-shirt dove i lembi, tagliati come una lunga frangia, vengono semplicemente intrecciati e annodati. Vi posterò presto tutte le istruzioni dettagliate, così da poterla realizzare con i vostri bambini!

E per salvare quel vecchio calzino di cui abbiamo tanto parlato? Dato il periodo, potete realizzare un comodo scaldamani da intiepidire sul termosifone o nel forno a microonde. Vi servono soltanto del riso e un nastrino per chiudere l’estremità del calzino: inserite il riso nel calzino pulito fino a raggiungere la quantità e la forma desiderata e poi lo chiudete con il nastro scelto o, se si tratta di una calzettone piuttosto lungo, potete anche solo annodarlo; si può scaldare dai 30 ai 60 secondi in microonde o per una decina di minuti sul termosifone. La compressa così realizzata è utile per alleviare dolori e tensioni muscolari oltre che per scaldare mani e piedi intorpiditi dal freddo.

Se non pensate di avere abbastanza fantasia o manualità per l’upcycle, potete comunque dare nuova vita agli abiti usati inserendoli nei contenitori metallici per la raccolta di indumenti a scopo benefico che si trovano in molte strade: la maggior parte di quanto smistato è destinato al recupero, mentre i prodotti non riutilizzabili, perché ad esempio troppo usurati, sono indirizzati invece al riciclo dove si recuperano le fibre oppure si riconvertono i materiali non tessili. Sappiate comunque che i capi 100% in cotone possono essere smaltiti nell’umido: occorre comunque fare attenzione gli eventuali elastici e leggere attentamente l’etichetta della composizione.

Se in quest’anno di decrescita riduciamo lo spreco di vestiti usati di almeno 1 kg, garantiremo in media, 3,6 kg di CO2 non emessi, un risparmio di 6.000 litri di acqua e la riduzione di 0,3 kg di fertilizzanti e di 0,2 kg di pesticidi. Secondo me vale la pena provarci, che ne dite?

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