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Decrescita e Autoproduzione

Strategie contro lo spreco alimentare

Strategie contro lo spreco alimentare

Troppo spesso il cibo viene prodotto non per essere mangiato, bensì venduto; bisogna tornare ad avere un giusto rapporto con il cibo.

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food

Per intraprendere un percorso di riavvicinamento alla semplicità è necessario partire dalle proprie abitudini, ottimizzando tempo e risorse con l’obiettivo di sfrondare quelle pratiche che ci allontanano dall’obiettivo della decrescita. Per quanto sia necessario ripensare il sistema alimentare a livello globale in maniera da ridurre sistematicamente lo spreco e ridistribuire le risorse laddove sono più necessarie, è da casa nostra che possiamo realmente intervenire in maniera metodica sullo spreco alimentare, riducendo la quantità di alimenti gettati nella spazzatura senza essere consumati.

Secondo il Rapporto 2018 dell’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market /Swg, sei italiani su dieci dichiarano di gettare via una volta al mese il cibo ancora commestibile. Sovente siamo spaventati dalle categoriche diciture di scadenza e preferiamo non consumare prodotti freschi che consideriamo deteriorati, anche se spesso le legende non sono interpretate correttamente e gli alimenti sono perfettamente commestibili; a volte, invece, ci affidiamo alla considerazione dell’aspetto estetico e facciamo valutazioni superficiali. Anche se il 39% di italiani dichiara di sprecare meno di due anni fa, ancora 3 kg di cibo pro capite ogni mese vengono gettati nella spazzatura. In termini di costi, questo si traduce in 8,5 miliardi € gettati ogni anno, lo 0,6% del Pil.

Per migliorare le nostre abitudini e ridurre ulteriormente gli sprechi, e i conseguenti costi, ci sono delle piccole accortezze quotidiane che possiamo seguire.

Pianificare in anticipo un menù settimanale è utile per ridurre gli sprechi: se si dispone, infatti, di una lista degli ingredienti necessari alla preparazione dei pasti si tende a comprare l’indispensabile, evitando i prodotti superflui che affollerebbero inutilmente la nostra dispensa. Ovviamente gli alimenti devono essere acquistati in quantità corretta, preferibilmente sfusi, per non farsi tentare dalle confezioni risparmio o dalle offerte 3×2, che ci obbligano a comprare e spendere più del necessario.

Se preferiamo frutta e verdura di stagione si conserverà più a lungo, dato il minor tempo trascorso dalla raccolta al consumo. Per sapere se è meglio riporre gli alimenti appena acquistati in frigorifero o a temperatura ambiente basta informarsi presso il proprio fruttivendolo, tenendo sempre presente che banane e mele, se posizionate accanto a frutta e verdura acerba, tendono a farla maturare più in fretta a causa dell’etilene che sprigionano.

Il frigorifero deve essere correttamente funzionante e la sua temperatura va verificata periodicamente. Per riporre il cibo al suo interno bisogna seguire le istruzioni del manuale e le segnalazioni delle differenti temperature: frutta e verdura vanno riposte in basso, preferibilmente nel cassetto apposito dove possono mantenere un’adeguata umidità; yogurt e latte vanno posizionati nei ripiani più alti dove la temperatura è più costante. È buona norma variare la posizione degli alimenti a seconda della data di scadenza, spostando davanti i più deperibili e utilizzandoli prima degli altri.

Nel momento in cui ci rendiamo conto di non riuscire a consumare in tempo ciò che abbiamo comprato, congeliamo il cibo fresco confezionandolo in quantità adatte al suo utilizzo: le verdure possono essere sminuzzate e scottate o cotte al vapore, la frutta può essere congelata così com’è. Per gli alimenti che desideriamo conservare in singoli pezzi, possiamo effettuare il congelamento su una teglia da forno e poi riporli in sacchetti gelo riutilizzabili o, meglio ancora, in contenitori in vetro adatti al freezer. Anche gli avanzi del pasto possono essere congelati in comode monoporzioni da riutilizzare, ad esempio, per il nostro pranzo al lavoro.

Se nonostante tutte le accortezze alcuni alimenti dovessero essere troppo maturi o ammaccati, non gettiamoli: possiamo prendere spunto dai numerosi blog e libri di ricette specificatamente create per ridurre gli sprechi. Nel dubbio, frulliamo! Da molte verdure non più bellissime esteticamente, si possono ottenere stupende vellutate o fantastiche zuppe, basta cuocere a lungo con un ricco brodo vegetale e il gioco è fatto. E con la frutta possiamo realizzare ad un gustoso frullato o uno smoothie rigenerante.

Le parti meno nobili di frutta a verdura possono essere utilizzate in gustose ricette alternative: gambi e foglie esterne dei carciofi, bucce di carote e cipolle, baccelli di fave… e anche l’acqua di cottura! La blogger Lisa Casali ad esempio, ha scritto vari libri sull’argomento, dimostrando con gustosissime ricette che una cucina senza sprechi è possibile e anche divertente. Se poi anche a questo punto abbiamo avanzato alcuni scarti, possiamo utilizzarli per creare il nostro compost per concimare il giardino o l’orto.

E voi? Avete qualche altra strategia da mettere in atto contro lo spreco alimentare?

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