Oh Alele

Decrescita e Autoproduzione

Latte di mandorle a km 0

Latte di mandorle a km 0

Bevande vegetali autoprodotte per la salute e il portafoglio

Una delle cose più interessanti dell’autoproduzione è che, spesso, è legata alla pratica dello scambio: si produce in grandi quantità, si dona agli amici e ai parenti per evitare lo spreco e per pubblicizzare le buone pratiche e si ricevono in cambio altri prodotti. Proprio in conseguenza a questo circolo virtuoso, ho ricevuto ultimamente una grande quantità di mandorle, frutti che non coltivo nel mio giardino e che non ho l’abitudine di acquistare, ma che grazie a questo piacevole omaggio ho potuto usare per autoprodurre un delizioso latte di mandorla.

Premesso che, secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, i prodotti vegetali non possono essere commercializzati con le denominazioni proprie dei prodotti di origine animale e cioè che una bevanda che ricorda il latte vaccino solo nell’aspetto non può essere chiamata latte (nonostante se ne specifichi l’origine vegetale), io continuerò a riferirmi alla bevanda derivata dalla spremitura delle mandorle come “latte di mandorle”, dato che nell’aspetto lo ricorda moltissimo.

Fare il latte di mandorle in casa è un procedimento semplicissimo e necessita di un massimo di 3 ingredienti. La procedura più lunga, se come nel mio caso avete raccolto le mandorle direttamente dall’albero o le avete ricevute ancora con il loro mallo, sarà invece sgusciarle e pelarle. Le mandorle appena raccolte vanno private dal mallo esterno e dal guscio legnoso, che è uno dei più duri tra le varie tipologie di frutta secca; uno schiaccianoci non sarà sufficiente, ma sarà necessario ricorrere ad una pressa o un martello. Una volta aperto il guscio è necessario passare le mandorle nell’acqua bollente per circa un minuto e procedere con l’eliminazione della buccia interna; a questo punto sarà possibile iniziare il procedimento per la produzione del latte.

Latte di Mandorle fatto in casa

  • 200 gr di Mandorle sgusciate e pelate
  • 1 l di Latte
  • Dolcificante opzionale (zucchero, sciroppo di datteri, sciroppo d’acero…)

Lasciare in ammollo le mandorle per una notte al fine di ammorbidirle. Il giorno successivo, frullare il tutto con l’acqua di ammollo e aggiungere gradualmente ulteriore acqua fino ad un massimo di un litro totale. Quando risulterà un composto omogeneo, lasciare risposare e poi filtrare con un colino a maglie fitte o un canovaccio, spremendo accuratamente la polpa per far fuoriuscire tutto il liquido. Il latte ottenuto si può conservare in frigorifero fino ad un massimo di 4 giorni.

A differenza delle bevande vegetali vendute nei supermercati, questo latte è ricco di sostanze nutritive: conserva molte delle proprietà delle mandorle, come la capacità di abbassare il livello di colesterolo nel sangue, contribuendo alla salute di arterie e cuore, e le proprietà antiossidanti legate alle alte percentuali di vitamina E. Purtroppo queste caratteristiche vanno perse nella produzione industriale, dove la percentuale di frutta secca è molto bassa e la lavorazione termica utile alla lunga conservazione spesso elimina gran parte delle sostanze nutritive, rendendo il latte vegetale dei negozi una mera bevanda a base di acqua, necessariamente addizionata di nutrienti.

La polpa bianca e farinosa che avete avanzato da questa preparazione si chiama okara e non va gettata! È una risorsa preziosa, molto utilizzata nella cucina orientale fin da tempi antichi, e può essere adoperata per la realizzazioni di torte e biscotti, come questi in foto che accompagnano il mio latte di mandorla. Se preferite le preparazioni salate, l’okara di mandorle può essere utilizzato per il ripieno di ravioli o per la preparazione di polpette o burger vegetali.

Potete realizzare delle gustosissime bevande vegetali anche con l’avena, le nocciole, le noci o il riso a patto che siano biologici e non provengano da troppo lontano: ognuno di questi tipi di latte ha proprietà nutrizionali diverse e un gusto tipico, ma il procedimento per realizzarli è circa lo stesso. Potete variare le preparazioni a seconda di quello che avete a disposizione, provando gusti sempre diversi e dolcificando con le molte alternative disponibili. Ovviamente queste bevande non hanno nulla a che fare con il latte vaccino, ma questo potrebbe essere un vantaggio per chi vuole allontanarsi dal consumo per motivi etici o salutistici.

La necessità di consumare latte vaccino per restare in salute è una fuorviante convinzione imposta, dato che numerosi studi hanno dimostrato che non esiste correlazione tra la prevenzione delle fratture ossee e il calcio proveniente dal latte e derivati. Purtroppo, inoltre, l’industria del latte nasconde sofferenza e sfruttamento, nonostante la pubblicità ingannevole che ci racconta di mucche e vitelli felici: la maggior parte delle vacche da latte non ha accesso al pascolo e, stremata dalla produttività imposta, ha una breve aspettativa di vita costellata da malattia e infiammazioni. Se vi interessa approfondire i motivi etici e salutistici della scelta vegana, vi consiglio questo semplice articolo di GreenMe.

Lascia un commento

Questo sito utilizza i cookie anche di terze parti per raccogliere dati esclusivamente aggregati, al fine di fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, leggi la Cookie Policy e la Privacy Policy. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi