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La pazienza è la virtù dell’orto

La pazienza è la virtù dell’orto

Semine invernali indoor, serre e semenzai fai da te

Finalmente le giornate iniziano ad allungarsi, la terra sembra un po’ meno gelata e ci viene una gran voglia di iniziare a seminare e a dedicarci all’orto, frementi per la primavera in arrivo.

In questo periodo risulta impossibile seminare all’aperto in piena terra a causa del clima avverso, ma ci sono numerose alternative per chi desidera occuparsi del proprio raccolto fin dall’origine: la semina può essere effettuata all’aperto protetti da una serra o da un tunnel, in un semenzaio a letto caldo o addirittura all’interno di casa nostra. La semina anticipata ci dà possibilità, oltre che di accelerare di qualche settimana il nostro raccolto, di creare un ambiente protetto in cui poter tenere sotto controllo variabili ingestibili in natura come temperatura, umidità e tipo di terreno. Aggiungiamo, inoltre, che seminare le proprie piantine è sicuramente più economico rispetto all’acquisto di esemplari già pronti in vivaio, spesso venduti in pack e con pochissima scelta rispetto alle varietà.

Quando si tratta di seminare la regola numero uno è sempre avere pazienza: soprattutto qui nel nord Italia, meglio seminare qualche tempo dopo piuttosto che anticipare, pena la perdita del vostro raccolto. Per riuscire a seminare al chiuso in pieno inverno è necessaria una strumentazione adatta, tempo e conoscenze botaniche approfondite; meglio andare sul sicuro, aspettando il periodo giusto e dedicando più tempo alla progettazione e alla scelta delle varietà adatte per il clima della propria regione. Inutile dedicarsi a meloni e angurie nelle zone dove le estati sono brevi: farete molta fatica a curare le vostre piantine e otterrete un raccolto misero.

Una volta scelti ortaggi e aromatiche più adatti al vostro clima, bisogna prendere alcune precauzioni affinché il semenzaio cresca prospero.

Le piante devono ricevere sufficiente luce solare per crescere forti: se la luce non è sufficiente i germogli fileranno, sviluppando un lungo stelo che non sarà in grado di sorreggerle una volta cresciute. I semenzai posti all’aperto dovranno essere rivolti preferibilmente al sud-ovest, mentre quelli indoor dovranno essere posizionati presso una grande finestra dove riceveranno almeno 6 ore di luce naturale. In caso di mancanza di illuminazione sarà necessario sopperire con una lampada fluorescente, come queste utilizzate per la coltivazione indoor di peperoncini.

La semina può essere effettuata all’interno di appositi contenitori, ma vi consiglio di utilizzare recipienti di riciclo. I migliori, secondo me, sono i vecchi pack delle piantine acquistate in vivaio gli anni precedenti: sono di dimensioni perfette e ci permetteranno di allungare la vita di questi contenitori in plastica che altrimenti finirebbero nei rifiuti. Esistono anche dei blocchi per la semina in torba o materiali biodegradabili: l’idea è buona, ma nella pratica asciugano piuttosto in fretta e necessitano di umidificazione costante. Bene i rotoli di carta igienica, opportunamente piegati; non mi sono trovata bene, invece, con i contenitori delle uova, che hanno troppo poco spazio per il substrato. Ottimi i vasetti degli yogurt o le bottigliette di plastica, purché forati sul fondo.

Il substrato può essere acquistato appositamente o creato con parte di terriccio parte di sabbia. I semi vanno distribuiti in maniera omogenea e ricoperti con almeno l’equivalente dello spessore del seme in terriccio, poi pressati delicatamente. L’umidità è molto importante per la fase di germinazione: dopo il posizionamento dei semi, il semenzaio va innaffiato a pioggia, preferibilmente con uno spruzzino per evitare di spostare i semi con un getto troppo forte. Se i contenitori sono piccoli e maneggevoli è possibile bagnare mettendo a mollo direttamente i recipienti in una ciotola capiente, dove si impregneranno di acqua; i vasetti così innaffiati vanno fatti scolare e poi riposizionati nel semenzaio.

È preferibile coprire il semenzaio una volta effettuata la semina e fino al momento della germinazione. In questo caso si rivelano molto utili piccole serre o scatole in plastica trasparente, che consentono di mantenere umidità e temperatura costante, evitando anche correnti d’aria fredda. Io utilizzo le comunissime scatole Samla di Ikea: ne esistono di numerose dimensioni, sono economiche e una volta terminato il periodo di semina possono essere utilizzate per altri scopi.

All’interno delle serrette di germinazione, sia fuori che dentro casa, è bene controllare costantemente la temperatura in maniera da non cuocere i germogli: a questo fine si può acquistare con pochi euro un termometro per substrato che ci agevolerà di molto il compito. Nel caso la temperatura raggiungesse picchi elevati sarà possibile aprire la serra e areare i germogli, sempre controllando che non ci siano correnti d’aria.

Il semenzaio nelle prime fasi non ha necessità di luce, anzi, alcune piante germogliano esclusivamente al buio. In condizioni ideali di temperatura e umidità, i semi germinano da alcuni giorni a tre settimane; per il trapianto bisognerà aspettare almeno la comparsa della prima coppia di foglie vere, cioè quelle che appaiono dopo i cotiledoni. Se desiderate rispettare le tradizioni o volete un raccolto biodinamico, potete seminare seguendo le fasi lunari, anche se non esiste prova scientifica dell’influenza della luna sulle semine e i trapianti.

Se avete quindi deciso di avventurarvi nel vostro primo semenzaio, vi consiglio di consultare il calendario di semina di questo mese: qui vi posto quello di Orto da Coltivare, ottimo sito di riferimento per orto e giardino. Vi ricordo sempre di tenere presente il clima della vostra regione: sulle confezioni dei semi è sempre riportato il periodo di semina suddiviso per fascia climatica, da rispettare pedissequamente. Io che abito in Piemonte, in questo periodo semino in semenzaio indoor solo alcune varietà di lattuga, per tutti gli altri ortaggi aspetto marzo o addirittura aprile; purtroppo in passato mi è capitato di perdere molte piantine per la fretta o le gelate tardive, ed è così che ho imparato che la pazienza è la virtù dell’orto.

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