Oh Alele

Decrescita e Autoproduzione

Di Terra ce n’è una sola

Di Terra ce n’è una sola

Impatto ambientale e Global Footprint nel nostro tentativo di decrescita

Il mese di gennaio sta per finire e noi iniziamo a tirare le somme circa i nostri buoni propositi per l’anno nuovo: ma come si fa a rendersi conto di cosa sta davvero cambiando senza un indicatore del nostro percorso?

Esiste un sito in grado di valutare con un breve questionario in lingua inglese la nostra impronta ecologica, cioè il consumo di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarsi; ne ho sentito parlare per la prima volta da Paola Maugeri nel suo libro “La mia vita a impatto zero” dove  la giornalista e conduttrice televisiva racconta il suo esperimento di riduzione dell’impronta ecologica durato un anno. Il test proposto da Global Footprint Network è composto da una serie di domande che servono a stimare quanti “pianeti Terra” servirebbero per sostenere l’umanità, qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita; l’analisi riguarda l’alimentazione, l’abitazione in cui si vive, i trasporti utilizzati, i beni di consumo e i servizi. Per chi non conosce bene l’inglese, esiste una versione simile in italiano proposta da WWF Svizzera, in cui però le domande relative agli acquisti sono proposte in franchi svizzeri e vanno quindi convertite al momento.

Vi consiglio di fare uno di questi test che vi aiuteranno a rendervi conto di quanto il nostro stile di vita impatti irrimediabilmente sulle risorse del nostro pianeta: nella maggior parte dei casi non siamo abbastanza sensibili o informati circa la negatività della nostra impronta ecologica e tendiamo a sottovalutare le nostre abitudini, ignorando le conseguenze. Quando ho fatto il test sono rimasta sbalordita: pensavo di fare già molto per il nostro pianeta e invece ho scoperto che continuando secondo il mio stile di vita avrei consumato ogni anno ben una Terra e mezza! Pensate che in Qatar utilizzano in media 15,7 Terre, negli Stati Uniti 8,4 e da noi in Italia siamo a una media di 4,3: un vero disastro. Per dare un’idea precisa di quanto consumiamo velocemente le risorse del nostro pianeta è stato istituito l’Earth Overshoot Day, cioè il giorno nel quale l’umanità consuma interamente le risorse prodotte dalla Terra nell’intero anno: nel 2018 è stato il 1 agosto, ma purtroppo la stima varia ogni anno in peggio.

Inutile dire che una volta scoperta questa emergenza è assolutamente necessario realizzare una serie di azioni pratiche per migliorare la propria impronta ecologica. Nella maggior parte dei casi, i suggerimenti per ridurre l’impatto ambientale corrispondono alle buone pratiche di decrescita che già abbiamo affrontato all’inizio del nostro percorso e che sono riassunte nel decalogo per la Decrescita Felice.

Per ridurre le emissioni di CO2, andiamo a piedi o scegliamo la bicicletta per gli spostamenti più lunghi; in caso di mal tempo o per tragitti davvero ostici, usufruiamo dei trasporti pubblici o del car sharing. Per le vacanze, evitiamo l’aereo e preferiamo autobus e treno. Se possediamo già una macchina e non possiamo farne a meno, facciamo in modo che sia sempre correttamente manutenuta e che consumi il meno possibile.

Nella propria casa è importante installare lampadine a risparmio energetico, scegliere elettrodomestici ad alta efficienza e non scordare mai la manutenzione, sbrinando regolarmente frigorifero e freezer. Asciughiamo i vestiti all’aperto quando possibile e facciamo la lavatrice solo a pieno carico; teniamo il riscaldamento ad una temperatura mite e diminuiamo l’utilizzo dell’aria condizionata in estate. Ricordiamoci inoltre di scollegare i dispositivi elettronici quando non sono in uso.

È buona norma evitare di buttare oggetti che sono ancora riparabili o riutilizzabili, reimmettendo il più possibile in economia circolare (di come migliorare i vecchi oggetti utilizzando l’upcycle, per un risparmio economico ed energetico, ne abbiamo parlato qui). Tutto ciò che ha terminato la sua vita e può essere differenziato va riciclato, solo così sarà possibile diminuire le emissioni prodotte dallo smaltimento dei nostri rifiuti.

Anche quello che mangiamo contribuisce alla nostra impronta ecologica, quindi favoriamo i negozi degli agricoltori locali e scegliamo i cibi biologi, possibilmente sfusi. Meglio ancora sarebbe dedicarsi alla cura di un proprio orto, per ridurre energia e rifiuti che derivano dal trasporto e dall’imballaggio dei prodotti acquistati. Di come ridurre i rifiuti senza grande sforzo quando pranziamo fuori casa ne abbiamo parlato di recente, mentre tutti i nostri consigli sull’orto li trovate in questa categoria.

L’impronta ecologica di vegetariani e vegani è innegabilmente minore di quella degli onnivori, quindi sarebbe auspicabile eliminare il consumo di carne e pesce e quello dei derivati animali. Se volete rendervi conto della differenza tra questi due tipi di alimentazione per quanto riguarda inquinamento e consumo di risorse, potete provare ad inserire un vostro menù tipo qui e osservare i risultati.

Non dimentichiamoci del consumo di acqua: preferiamo la doccia al bagno, chiudiamo il rubinetto mentre laviamo i denti, utilizziamo la lavastoviglie a pieno carico.

Quest’anno provate con me a mettere in pratica questi semplici consigli, non solo per decrescere felicemente, ma anche per dare il nostro piccolo contributo per la riduzione dell’impronta ecologica: alla fine dell’anno possiamo provare a ripetere il test e verificare se davvero le nostre nuove abitudini hanno contribuito alla riduzione del consumo di risorse.

Il nostro obiettivo: #movethedate.

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