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Decrescita e Autoproduzione

Dalla soffitta alla cucina

Dalla soffitta alla cucina

Come dare nuova vita agli oggetti dimenticati con l’upcycle

Un nuovo anno è iniziato pieno di buoni propositi: abbiamo ridotto i rifiuti in plastica, migliorato la nostra pausa pranzo, iniziato a progettare l’orto e il giardino e ora che ci sentiamo molto più green quello che ci circonda non ci piace più, non riflette più il nostro stati d’animo e il nostro gusto, a partire dall’arredamento della nostra casa. Va bene, forse stiamo esagerando, ma chi non si è trovato più volte nella vita a pensare di voler cambiare aria, modificare il colore delle pareti secondo l’umore, cambiare tutti i mobili per avvicinarsi all’immagine che ci suggeriscono le riviste patinate di interior design?

Non c’è niente di male a desiderare un ambiente che rispecchi la nostra personalità e ci faccia sentire a nostro agio nelle varie fasi della nostra vita. L’arredamento non deve necessariamente essere statico: se da giovani la casa può essere considerata solo un luogo di passaggio con il tempo può diventare il luogo in cui si piantano le radici; personalizzare l’ambiente in cui si vive adattandolo alle proprie necessità e trasformazioni porta innegabili benefici psicologici, come maggiore produttività, miglioramento dell’umore e diminuzione dello stress.

Old kitchen

Il problema fondamentale delle modifiche all’arredamento è che producono numerosi rifiuti ingombranti: tavoli, armadi e librerie ancora in ottimo stato vengono spesso buttati nei cassonetti o peggio, bruciati in roghi illegali per evitare l’incombenza di smaltirli correttamente: più del 40% dei rifiuti nel mondo viene incenerito in maniera incontrollata in roghi che emettono gas e particelle nocivi per la salute ed infestanti per il pianeta.

I mobili di recente produzione, inoltre, inquinano le nostre case rilasciando ogni giorno un pericoloso miscuglio di sostanze chimiche assorbite durante le varie fasi di produzione: il truciolato o il compensato, assemblati con adesivi o lucidati con sostanze chimiche, liberano i cosiddetti VOC (composti organici volatili) come formaldeide, acetone e così via, che possono causare sensibilizzazione e allergia e tra gli effetti cronici danni ai reni, al fegato e in casi estremi forme tumorali. Purtroppo in Italia non c’è una normativa specifica per il controllo della qualità dell’aria negli ambienti chiusi: per evitare queste sostanze bisognerebbe acquistare solo arredamento in materiale naturale e biologico, certificato esente da trattamenti chimici.

E allora cosa possiamo fare se quel divano dondolante proprio non ci piace più? Se si tratta solo una questione estetica possiamo provare con l’upcycling!

L’upcycling è il riuso creativo, diverso dal semplice riciclo, dove l’oggetto scartato trova nuova vita attraverso un rifacimento fantasioso che, oltre ad un nuovo aspetto, dona all’oggetto un nuovo valore economico ed artistico. Questo metodo non ci permette soltanto di risparmiare i costi di smaltimento dei vecchi mobili e acquisto di nuovi oggetti, ma in maniera perfettamente ecocompatibile e senza spreco di risorse o inquinamento ci permette di valorizzare prodotti destinati ai rifiuti o dimenticati nelle soffitte.

Salotto con poltrona e tavolino ricavato da una valigia.

La vecchia credenza in mogano della nonna può diventare una sorprendente dispensa shabby chic, l’orribile sedia in radica anni ‘70 può trasformarsi in un coloratissimo pezzo unico di design. E l’anonimo porta mantelli in acagiù? Una cappelliera meravigliosamente vintage!

Se non possedete vecchi mobili o oggetti da modificare l’opzione numero due è visitare un mercatino dell’usato o vendere/scambiare tramite un sito di annunci. Questo metodo ci permette di ricavare un piccolo profitto dai mobili ancora in buono stato e di acquistarne di nuovi a ottimi prezzi: i mobili più vecchi sono spesso sinonimo di buona fattura, rilasciano meno VOC e hanno un aspetto vintage molto alla moda, ottimo per l’upcycle.

Vecchia cucina migliorata con upcycle di oggetti non comuni.

Vi assicuro che il riuso creativo è semplice e divertente, soprattutto se fatto con le vernici giuste.

Io ho trasformato i vecchi mobili della zia in una cucina country chic utilizzando la Chalk Paint, un prodotto molto puro ed ecologico a bassissimo VOC, che si può stendere sugli oggetti senza bisogno di pretrattare le superfici. La Chalk Paint è facile da usare e dall’asciugatura veloce, attacca su tutto senza bisogno di carteggiare e permette ottimi risultati anche se non si è dei professionisti del fai da te; l’effetto finale è opaco, denso e perfetto per chi vuole ottenere un risultato delicato e va rifinita solo con una cera specifica che polimerizza in alcuni giorni. Basta una mano di vernice e qualche dettaglio, come pomelli e maniglie nuove, per far sembrare un vecchio mobile completamente nuovo.

Per prendere spunto dai lavori di persone normali che si sono dedicate all’upcycle di vecchi mobili potete curiosare sul gruppo facebook “Prima e Dopo All White – Chalk Paint&More”; per acquistare la Chalk Paint o altre pitture naturali adatte allo scopo potete visitare il sito di All White.

Altro che mobili fatti in serie! Con questo metodo non solo aiuterete l’ambiente e il portafoglio, ma realizzerete stupendi pezzi unici per arredare la vostra casa in maniera originale e green.

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