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Cos’è il beeswax wrap?

Cos’è il beeswax wrap?

Come realizzare con pochissimi materiali la vostra pellicola ecologica per alimenti

La nostra lotta alla plastica è cominciata da un pezzo: abbiamo parlato del perché sia necessario eliminarla dalla nostra vita (anche durante la pausa pranzo al lavoro) per diminuire il nostro impatto ambientale e la nostra produzione di rifiuti, ma lo sapevate che la plastica non fa solo male all’ambiente ma anche alla salute?

Le plastiche utilizzate a contatto con gli alimenti sono in genere ritenute sicure, ma non è sempre chiaro come distinguerle nella selva di codici alfanumerici che le differenziano.

Tra le sigle che conosciamo meglio ci sono il PET e il PVC, che sono sicuri solo se non riscaldati; in caso di contatto con elevate temperature rilasciano sostanze nocive come antimonio e ftalati. Il PE e il PP impiegati per oggetti non trasparenti come i tappi, i vasetti dello yogurt e dei gelati o per i flaconi dei detersivi, sono invece considerati più sicuri: sono resistenti, robusti e durevoli e preferibili rispetto ai due precedenti perché sopportano meglio il calore. Tutte le plastiche catalogate come “O” o con il numero 7 sono le più pericolose, come il policarbonato o la melammina: sono utilizzate per produrre stoviglie, bicchieri e altri recipienti che non dovrebbero mai venire in contatto con cibi molto caldi perché potrebbero rilasciare bisfenolo e formaldeide.

Le regole generali per un utilizzo corretto delle plastiche che vengono a contatto con gli alimenti sono semplici, ma fondamentali: i contenitori non vanno riscaldati nel microonde e non devono venire a contatto con cibi molto caldi; non bisogna utilizzarli troppo a lungo (se sono monouso) ed è necessario sostituirli quando sono graffiati o usurati. Cercate di non alimentare l’industria della plastica scegliendo alternative ecologiche e, se proprio non vi è possibile, fate attenzione ad acquistare materiali senza PVC e ftalati e scatolette senza bisfenolo A.

Ovviamente il modo migliore per tutelare salute e ambiente è sostituire le plastiche per alimenti con alternative più ecologiche: potete utilizzare contenitori in vetro o in alluminio per la conservazione e il trasporto del cibo e delle bevande o stoviglie in legno di cocco, bambù o mater bi per il consumo quotidiano; le materie prime possono essere acquistate sfuse e trasportate con borse della spesa in stoffa riutilizzabili all’infinito. I prodotti monouso possono essere sostituiti con alternative naturali e durevoli: lo sapevate, ad re sostituita con un panno ricoperto di cera d’api?

Il nome originale di questa meravigliosa invenzione è “beeswax wrap”, letteralmente “avvolgitutto in cera d’api”, e può essere utilizzato in cucina direttamente a contatto con gli alimenti per mantenerli freschi e al giusto grado di umidità; si può usare come un coperchio adattabile a contenitori di diverse dimensioni o può essere avvolto direttamente intorno agli alimenti come una carta frigo. Si tratta, in pratica, di un pezzo di stoffa intriso di cera d’api che, a contatto con il calore delle mani dell’utilizzatore, si modella nelle forme più disparate, adattandosi a contenitori e contenuti diversi: è impermeabile all’acqua e si può lavare con una spugnetta umida, riutilizzandolo molte volte. Io lo adopero, ad esempio, per mantenere idratato il mio lievito madre o per trasportare snack e biscotti.

Il beeswax wrap può essere acquistato online da ditte specializzate o realizzato in casa in maniera facile e veloce, con pochissimi materiali: vi serve soltanto un pezzo di stoffa in cotone (preferibilmente biologico) e della cera d’api. Alcuni siti suggeriscono di aggiungere resina di pino e/o olio di jojoba alla ricetta: questi ingredienti supplementari rendono la vostra pellicola ecologica più resistente e più malleabile, ma non sono necessari per realizzare una versione base. Vi consiglio di realizzare diverse misure di beeswax wrap perché vi torneranno utili nei diversi utilizzi che potete farne.

Passaggi per la realizzazione del beeswax wrap

Per realizzare la vostra pellicola ecologica alla cera d’api dovete prima di tutto tagliare la stoffa nella forma desiderata (più comunemente un rettangolo, ma anche un cerchio); io per evitare che la stoffa sfilacciasse durante la procedura ho utilizzato una forbice zig-zag. Dopo aver tagliato la stoffa, disponetela su una teglia adeguatamente rivestita di carta forno e spargete sulla superficie alcuni cucchiai di cera d’api; infornate in forno caldo per alcuni minuti, fino a che la cera non sarà quasi completamente sciolta. Sfornate e distribuite uniformemente la cera con un pennello, in maniera che l’intera stoffa ne sia intrisa. Sollevate la vostra pellicola ecologica e sventolatela delicatamente finché non si sarà raffreddata; se vedete che la cera utilizzata non è stata sufficiente a ricoprire l’intero pezzo di stoffa, ripete la distribuzione e la cottura in forno.

Svolgete tutte le operazioni in sicurezza, cercando di non manipolare il besswax wrap finché risulta troppo caldo. Utilizzate un vecchio pennello che dedicherete solo a questa procedura: purtroppo sarà molto difficile eliminare i residui di cera dalle setole. Data l’impermeabilità della cera d’api e la difficoltà ad eliminarla dai supporti, fate ben attenzione a non sporcare la vostra teglia da forno o utilizzatene una vecchia da dedicare esclusivamente alla creazione di queste pellicole.

Se dopo alcuni mesi la vostra pellicola ecologica avrà perso la sua malleabilità o impermeabilità sarà sufficiente ripetere la procedura di distribuzione della cera sulla superficie per renderla come nuova. Vi sconsiglio di avvolgere cibi gelatinosi o grassi perché sarebbe poi difficile ripulire la superficie del vostro beeswax wrap utilizzando solo acqua fredda e sapone delicato.

Per me è stata una bella svolta: vi assicuro che non potrete più farne a meno. Addio plastica monouso: benvenuti in un futuro zero rifiuti!

P.S. Il beeswax wrap non è adatto ad uno stile di vita vegano. Ho tentato di realizzare una versione con cera carnauba o candelilla, ma il risultato non è stato soddisfacente: nonostante l’impermeabilità fosse simile, la pellicola di origine vegetale ottenuta non era abbastanza malleabile per utilizzarla in sostituzione della pellicola trasparente per alimenti.

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