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Bagna Caoda vegetariana con l’aglio del mio orto

Bagna Caoda vegetariana con l’aglio del mio orto

Consigli di coltivazione e ricette tradizionali con questo superfood antichissimo

Uno dei ricordi più piacevoli di quando ero bambina è uno spezzafame che preparava mio nonno composto da una fetta di pane strofinata con aglio, un goccio d’olio e un pizzico di sale: dalle nostre parti di chiama “soma d’aj” ed è il tipico pranzo veloce della vendemmia, accompagnato da un grappolo di uva Barbera.

In Piemonte sono numerose le ricette in cui l’aglio è protagonista; ad esempio, si utilizza per la tradizionale Bagna Caoda: una salsa calda che si consuma intingendovi varie verdure autunnali, cotte o crude. La ricetta originale è Patrimonio Unesco e prevede una testa d’aglio, mezzo bicchiere di olio di oliva e 250 grammi di acciughe rosse di Spagna a persona; come accompagnamento sono previsti cardi gobbi di Nizza Monferrato, topinambur, cuori di cavolo bianco, indivia e scarola, peperoni freschi e sotto aceto, cipollotti crudi, barbabietole rosse, patate lesse, cipolle al forno e varie altre specialità della zona. Nonostante la sola idea faccia rabbrividire i tradizionalisti, io ne preparo una versione vegetariana con i capperi in sostituzione delle acciughe e ve la propongo qui.

Bagna Caoda Vegetariana

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 teste d’aglio
  • 500 ml di latte + una parte per l’ammollo
  • 1 bicchiere d’olio e.v.o.
  • 1 cucchiaio di olio di noci (facoltativo)
  • 100 ml di panna
  • 4 cucchiai di capperi

Per una Bagna Caoda il cui odore non persista per giorni, bisogna pulire gli spicchi d’aglio, eliminare l’anima e metterli in ammollo nel latte per alcune ore; è necessario eliminare poi il latte, tagliare gli spicchi a fettine e metterli in un tegame con i capperi e l’olio a soffriggere. Una volta raggiunta la temperatura, aggiungere il latte e far cuocere per circa mezzora, poi aggiungere la panna e terminare la cottura: la salsa dovrà essere uniforme e cremosa. La Bagna Caoda va servita negli appositi fujot, dove l’intingolo viene mantenuto a temperatura da un lumino posto all’interno del piatto in coccio. Pe runa versione vegana, sostituire il latte e la panna con ingredienti simili a base di soia.

Vari passaggi della coltivazione dell’aglio.

L’aglio è il primo ortaggio che si pianta nella mia zona climatica, a partire dalla prima luna calante del mese di febbraio; nelle zone a clima più temperato è possibile interrare i bulbilli già in autunno e lasciarli a svernare nell’orto. Questo ortaggio si trapianta direttamente, senza partire da seme: i bulbilli, che si ottengono dividendo il bulbo, si mettono a dimora piuttosto in superficie cercando di evitare i ristagni d’acqua. Una volta germogliato, io lo pacciamo con cippato di ramaglie e lo bagno solo in periodi molto siccitosi: nel giro di 5 o 6 mesi, appena le foglie ingialliscono e seccano, è pronto per la raccolta. Secondo le consociazioni tradizionali, può essere abbinato un po’ a tutto escludendo cavoli e leguminose, ma è soprattutto un ottimo aiuto per la difesa biologica delle rose e delle fragole. Gli infusi preparati con gli spicchi sono utili contro afidi, acari e mosca della carota.

Secondo me è un ortaggio necessario nell’orto famigliare, perché una volta liberato dall’umidità del terreno può essere conservato molto a lungo e utilizzato per insaporire soffritti, insalate o per vere e proprie ricette. L’aglio possiede inoltre numerose proprietà che possono influire positivamente sul sistema circolatorio e sul sistema immunitario, riducendo la pressione, abbassando i livelli di colesterolo cattivo e agendo da antibatterico naturale grazie alle quantità di vitamina C e zolfo. I benefici dell’assunzione dell’aglio erano noti già da tempi antichi: si dice infatti che gli atleti greci ne assumessero per migliorare le performance sportive.

E voi coltivate l’aglio nel vostro orto? È semplice, occupa poco spazio e dà tanta soddisfazione!

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